MONTELEONE SABINO ED IL MUSEO DELL'OLIO A CASTELNUOVO DI FARFA

 

 

MATTINA

A circa 1 Km e mezzo dal paese di Monteleone Sabino, immerso in uno straordinario scenario naturalistico,   sorge il Santuario di S.Vittoria  nel luogo dove nel III d.C. fu martirizzata e sepolta una giovane romana, Vittoria.

Al nucleo cultuale più antico si possono far risalire l’impianto catacombale ed il pozzo al centro della chiesa che conobbe nei secoli  a venire rifacimenti ed ampliamenti che l’hanno resa oggi un piccolo gioiello di bellezza storico-artistico-archeologica.

Nella valle denominata Pantano, delimitata dalle alture di Colle Castellano , Colle Foro e Colle Diana, si colloca l’area archeologica dell’antico vicus di Trebula Mutuesca uno dei principali centri abitati sabini di epoca romana.

Le evidenze archeologiche mostrano infatti tracce di quello che doveva essere un piccolo centro costituito principalmente da edifici pubblici , in particolare l’anfiteatro, un santuario porticato dedicato a Feronia, delle terme. Le recenti indagini  hanno portato alla luce l’intera area dell’antico anfitetatro del quale  si è recuperata interamente il corridoio ipogeo che correva al di sotto del piano dell’arena , un passaggio di servizio necessario e utile  anche  per contenere  l’attrezzatura e le macchine sceniche  utilizzate durante i giochi gladiatori.

Il Museo Archeologico di Trebula Mutuesca è stato allestito utilizzando esclusivamente materiali archeologici provenienti dall’area dell’antico centro di Trebula e dal territorio circostante. L’esposizione si snoda attraverso un percorso cronologico e tipologico dall’età preromana al medioevo.

 

A pranzo non si può che sostare presso il ristorante del Frantoio “CAPOFARFA” della famiglia Agamennone tra le mura seicentesche dell’antico frantoio propone un menu all’insegna della miglior tradizione culinaria sabina.

 

POMERIGGIO

Castelnuovo di Farfa è sede del Museo dell’Olio della Sabina.

Il Museo si sviluppa soprattutto nel cinquecentesco Palazzo Perelli ma si estende a tutto il borgo medievale ed alla campagna. Ne fanno parte anche l’ambiente intatto di un antico frantoio con una mola a trazione animale del XVIII secolo, il vecchio forno per pane della città e il sito archeologico altomedievale di San Donato dove si trova il “giardino degli ulivi del mondo”, un luogo simbolico nel quale sono raccolte le varietà di ulivo coltivate dai popoli del mediterraneo.